Storia del Santuario

SANT’ANNA

È considerata per tradizione madre di Maria. I genitori di Maria non sono mai nominati nei testi biblici canonici; la loro storia fu narrata per la prima volta negli apocrifi Protovangelo di Giacomo e nel Vangelo dello pseudo-Matteo, per poi arricchirsi di dettagli agiografici nel corso dei secoli, fino alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine. Le vicende della santa furono poi raccolte nel De Laudibus Sanctissime Matris Annae tractatus del 1494. Figlia di Achar della tribù di Levi sposò Gioacchino che in seguito fu allontanato e umiliato perché sterile. Ma un angelo apparve ad entrambi annunciando la gravidanza di Anna. Si riunirono e vissero a Gerusalemme nei pressi della Porta del Leone vicina alla piscina di Betzaeta. La tradizione vuole che le reliquie della santa furono salvate della distruzione dal centurione Longino, lo stesso che trafisse il costato di Cristo (da cui trasse origine la leggenda della lancia di Longino ricercata anche da Hitler, che credeva esser fonte di potere-oggi conservata nella Schatzkammer all’Hofburg di Vienna). Gli episodi della vita di Anna e Gioacchino sono spesso rappresentati nella iconografia; le più celebri sono rappresentate nel ciclo della Vita Christi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

S Anna è ricordata il 26 luglio, come decretato da Papa Sisto IV, e festeggiata nella frazione di Caslino al Piano di cui è patrona e alla quale è dedicato il santuario ove è conservata la reliquia della santa. La commemorazione è ricca di celebrazioni che durano una intera settimana e alla quali per tradizione sono invitate diverse corali della diocesi. La devozione alla santa è sentita tanto che il santuario, nell’arco della settimana di celebrazioni, è sempre straripante di fedeli provenienti anche da paesi vicini per venerare la santa baciando la reliquia che per l’occasione è resa disponibile.

In Hoc Signo Vinces