Le lacrime di Sant’Anna

Già da vent’anni Anna era  moglie di Gioacchino. Ma non aveva figli. Ormai sera, quando la luna argeva agli olivi, Anna piangeva, e le lacrime che rigavano il suo volto, non più giovane, luccicavano come le stelle sulla valle di Engaddi. Gioacchino, non riuscendo a sopportare la tristezza della moglie, lasciò casa e servi, uscì  da Gerusalemme e si ritirò con le greggi, pregando Dio nella solitudine del  deserto. Non poteva sapere che Dio aveva scelto la sua Anna per essere la madre di Colei che avrebbe generato suo Figlio. Era da poco iniziato l’inverno e il sole batteva tenue sulla porta aurea, quando Anna vide un angelo che le disse: “Non piangerai più di dolore ma di gioia! Tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo.” L'angelo sparì. C’era solo La strada acciottolata e Gioacchino che tornava a casa. Anna gli corse incontro. Bastò uno sguardo. E un bacio appassionato e pieno di vita. I mesi passarono e arrivò settembre, Anna diede alla luce una bimba , che chiamò Maria. Mai le levatrici avevano visto una bimba più bella. Anna la prese in braccio e la allattò. Ora dai suoi occhi scendevano lacrime, di una gioia grande e commossa, che davano al suo volto, segnato dal tempo una ritrovata giovinezza. Più di due millenni sono passati da quei fatti, ma la presenza della madre di Maria è più che mai viva nel nostro Caslino. Queste dolci lacrime si sant’Anna vogliono ricordare le sue, così simili alle lacrime segrete e forti di tutte le mamme che, da questo pezzo di terra attorno al “Pasquè”, sono salite fino in cielo e la nostra patrona ha visto brillare più delle stelle.

In Hoc Signo Vinces