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La Caritas parrocchiale

La Caritas parrocchiale è l'organismo pastorale istituito per animare la parrocchia, con l'obiettivo di aiutare tutti a vivere la testimonianza, non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria, costitutiva della Chiesa. L’idea stessa di Caritas parrocchiale esige, pertanto, una parrocchia "comunità di fede, preghiera e amore". Questo non significa che non può esserci Caritas dove non c’è "comunità", ma si tratta piuttosto di investire, le poche o tante energie della Caritas parrocchiale nella costruzione della "comunità di fede, preghiera e amore". Come se la testimonianza comunitaria della carità fosse insieme la meta da raggiungere e il mezzo, (o almeno uno dei mezzi), per costruire la comunione. Un esercizio da praticare costantemente.

Cosa ci si aspetta dalla Caritas parrocchiale?

Ogni parrocchia, che è volto della Chiesa, concretizza la propria missione attorno:

  1. all’annuncio della parola
  2. alla celebrazione della grazia
  3. e alla testimonianza dell’amore.

È esperienza comune che ci siano, in parrocchia, una o più persone che affiancano il parroco nella cura e nella realizzazione di queste tre dimensioni. Sono gli "operatori" pastorali, coloro che "fanno" (opera) concretamente qualcosa. Dopo il Concilio Vaticano II, la pastorale si arricchisce di una nuova figura: colui che "fa perché altri facciano", o meglio, "fa, per mettere altri nelle condizioni di fare". È "l'animatore pastorale".

La Caritas parrocchiale, presieduta dal parroco, è costituita da figure di questo tipo: un gruppo di persone (ma nelle piccole comunità può trattarsi anche di una sola persona) che aiuta il parroco sul piano dell'animazione alla testimonianza della carità più che su quello operativo di servizio ai poveri. L’obiettivo principale è partire da fatti concreti – bisogni, risorse, emergenze – e realizzare percorsi educativi finalizzati al cambiamento concreto negli stili di vita ordinari dei singoli e delle comunità, in ambito ecclesiale e civile (animazione).

Festa di S.Anna 2014

CASLINO, CHIUSA LA FESTA PATRONALE
LA COMMOZIONE DI DON FRANCESCO

Tanta gente ha preso parte alla processione che ha concluso  le celebrazioni religiose organizzate dalla parrocchia per la festa patronale di Sant’Anna. Numerosi  quelli che tra i presenti si sono emozionati rivivendo, passo dopo passo lungo il percorso, i momenti degli anni passati. Tra di loro anche  don Francesco Marinoni giovane sacerdote nativo di Caslino e ora a Morbegno, presente per  la festa patronale di Sant’Anna su invito del parroco don Afredo Nicolardi. La processione, accompagnata dalla banda di Lomazzo, ha concluso un’intensa serie di appuntamenti religiosi. Un rinfresco in oratorio offerto ai partecipanti ha messo il sigillo a una festa dove prevalgono gli aspetti religiosi rispetto a quelli tipici di una sagra, gastronomici su tutti. Unica concessione al divertimento vero e proprio  il luna park allestito come da tradizione negli spazi vicini al cimitero del paese.